venerdì 24 novembre 2017

La danza e i colori del Qi Gong


Il Qi Gong "Le Quattro Direzioni" ti cambia la vita, qualsiasi siano i tuoi interessi. Diresti mai che la danza ha qualcosa con il Qi Gong? Forse no? Eppure ecco l'esperienza di Valentina, una allieva che si è formata al corso Istruttori di Qi Gong del 2016, danzatrice.

Condivido questo post vecchio, ma sempre emozionante.

Vincenzo CESALE
チェサレ - ヴィンチェ ンゾ
https://www.kyudoiaidoqigong.it/
www.duecieli.it

Sono stati giorni emozionanti.
Lunedì 22 febbraio ho compiuto 33 anni e ho voluto rimettermi in contatto con la mia nascita. Ho chiesto a mia mamma di visualizzare il mio venire al mondo e vivere questo passaggio come avrebbe voluto viverlo, senza intromissioni di medici, luci, chiasso che nella realtà di quel momento mi separarono da lei appena uscita dal mio nido-pancia. Sono nata alle 10.55 e lunedì a quella stessa ora ho acceso una candelina nella mia stanza buia, ho messo l'olio essenziale di limone, ho preso una tela e colori e ho dipinto la mia nascita, quasi senza usare gli occhi, ma usando l'istinto, liberando la mente e aprendomi a me stessa. Alle 13 mia mamma mi ha chiamata e detto: "sei ancora sulla mia pancia..."  




Come se il serpente che sentivo dentro si fosse finalmente liberato e potesse percorrere il mio corpo, per farlo tornare “dritto”. Il movimento è partito dalle anche, violento e inarrestabile, il mio bacino oscillava a destra e a sinistra per poi giungere attraverso gli arti inferiori fino all'estremità delle dita dei piedi. Le ginocchia si alzavano e le gambe scalciavano. Fino a quando il movimento non si era del tutto liberato e completato la mia pancia non mi permetteva di tornare a respirare con il diaframma. Poi di nuovo inspirazione e espirazione e via un nuovo movimento nel petto, nelle spalle, nel collo, nel capo. E di nuovo nelle gambe, nel bacino, nelle anche. Tutto il mio corpo era trasportato in un fiume di onde di energia. E allora mi sono messa in contatto con la mia mamma, il movimento che ne è nato è stato leggero, piccolo e circoscritto alle dita delle mani, che percepivo come foglie, come acqua. Mi sono allora messa nella posizione della culla e per la prima volta non ho sentito la mia schiena magra scricchiolare sotto di me.

Ho liberato il serpente e penso anche me stessa, le mie tensioni, le mie paure, le mie emozioni, il mio corpo dall'impossibilità di esprimermi nella totalità. Ho continuato a seguire la sequenza che il mio maestro di Qigong ci sta trasmettendo. “Raccoglievo il riso, ero un cavaliere, ero un drago che danzava” e trasportava le energie liberamente e liberata dalla paura di sbagliare, di apprendere, di comprendere. E quando, per concludere , dopo un'ora e mezza circa, il mio corpo si è riposizionato per la meditazione conclusiva, ancora dei movimenti. Questa volta dolci e conosciuti e alti poiché le braccia, le dita delle mani, le spalle si sono dispiegate ai movimenti della danza africana, come rami e foglie di un albero gracile e forte che amano farsi solleticare dal vento, che “guardano” in alto, come per ringraziare il cielo.

Valentina Tamagnone


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